Progetto "Avifauna della Valsesia"

Fringuello alpino. (Foto: Massimo Mormile) Quando la Comunità Montana Valsesia nel 1987 mi affidò l’incarico di svolgere una ricerca sugli uccelli nidificanti in tutta la valle ero al settimo cielo, perché questo rappresentava il primo incarico di una certa importanza che mi fosse stato affidato. Lo svolsi con una dedizione tale che mi occupò tutto il tempo libero nella bella stagione. Il lavoro durò tre anni e richiese un anno di elaborazione (allora non c’erano i computer di oggi…). Piacque così tanto agli amministratori che decisero di farne un libro: il primo mai fatto sull’avifauna della Valsesia. Ma ci voleva uno sponsor che si sobbarcasse le spese di stampa: fu il Club Alpino Italiano, sezione di Varallo Sesia, a farlo.
Il libro ebbe un discreto successo e venne recensito da molte testate, non solo specialistiche, ma anche di largo respiro. Ne parlarono i giornali locali come il Corriere Valsesiano e Notizia Oggi, ma anche a tiratura nazionale come La Stampa.
Da allora sono passati belli belli 20 anni e non ho messo più piede in Valsesia, perché mi sono dedicato ad altre aree.
Peppola. (Foto: Massimo Mormile) Mi son detto: “una tale lavoro deve essere rifatto, perché senz’altro in 20 anni ne sono cambiate di cose!” Chissà se saranno arrivate specie nuove? Altre saranno scomparse, o divenute molto rare?. Altre invece si saranno espanse”.
A tali domande bisognava rispondere e con i fatti! Come poterlo fare? Con una ricerca perfettamente simile alla precedente, applicando tempi e modalità di quella “vecchia”. In tal modo i dati potranno essere confrontabili. In definitiva si tratta di mettere in piede un nuovo Atlante dei nidificanti in Valsesia e di coprire al meglio, tra marzo ed agosto, tutto il territorio della Comunità Montana, da Borgosesia a al Monte Rosa, alla ricerca degli uccelli nidificanti.
Da solo faccio molta fatica a farlo. Mi volete dare una mano?
Scrivetemi! Vi dirò come fare!

Averla piccola. (Foto: Franco Lorenzini)

Partecipanti
Questo progetto si svolge in collaborazione con:
Compensorio Alpino Valsesia;
Novara Birdwatching;
Parco Alta Valsesia;
Gianni Bragante;
Carla Calderini;
Carla e Marco Origlia;
Paolo Ranotto.
 

Risultati del 2009, primo anno di ricerca

A cura di Lucio Bordignon e Simone Lonati
 

Obiettivo: aggiornare un Atlante degli uccelli nidificanti “vecchio”, concluso nel 1989, per verificare le differenze qualitative e distributive dell’ornitofauna.
 
Scopo primario: valutare l’eventuale perdita di biodiversità, capire i motivi di tale decremento e proporre interventi ambientali al fine di incentivare il ritorno delle specie estinte e frenare la caduta di quelle in largo declino.
 
Scopo secondario: verificare l’ingresso di nuove specie, valutare l’espansione delle specie meglio distribuite e comprendere i motivi ambientali che hanno portato a questo, motivi che spesso sono causa della regressione dei taxa di cui al punto precedente.
 
Metodologia applicata: la stessa impiegata in passato, per facilitarne il confronto.
Si tratta di mettere in piedi un “progetto atlante dei nidificanti” seguendo lo standard europeo dettato dall’E.O.A.C (European Ornithological Atlas Committee) che prevede di dividere un dato territorio in una griglia quadrata, che può variare a seconda della superficie da indagare e delle forze messe in campo: in Valsesia la griglia utilizzata è di 4 kmq (2x2), con 192 quadratini da investigare. Sulla carta tutto questo si traduce mettendo in evidenza la presenza di una specie nidificante, cioè colorando tutti i quadratini in cui ne è stata provata la nidificazione o dove la si ritiene probabile. In base a cosa? Ad indizi rilevati durante la ricerca di campo, quali:
- Segnali di possesso del territorio riproduttivo (canti territoriali, parate nuziali, difesa attiva da conspecifici e altro)
- ritrovamento di nidi occupati
- adulti che accudiscono la prole da poco tempo uscita dal nido, cioè che è rimasta presumibilmente nei pressi del nido
- adulti che trasportano materiale per la costruzione del nido, o cibo per i piccoli, o sacchi fecali prodotti dagli stessi
 
I dati raccolti esprimono in generale un significato espressamente qualitativo e distributivo, solo in rari casi, diciamo per le specie più localizzate, anche quantitativo  
Sforzo d’indagine nel primo anno di rilevamento
Partecipanti al Progetto: 33 persone
Periodo d’indagine: 15 marzo-30 agosto (168 giorni)
Giorni interessati dai rilevamenti: 76 (45% dei giorni a disposizione, che possono comprendere da un minimo di una ad un massimo di 21 stazioni censite/giorno)
Interessati dalla ricerca 142 quadratini su 192 (74% del totale, non tutti in modo esaustivo).
 
Esempio di archiviazione con creazione di una data-base.
 
Dati raccolti, utili e convalidati, nel 2009, 2757.
 
Specie nidificanti (certe o presunte) contattate nel 2009: 104 (inclusa Cornacchia nera, che ora è una specie a parte, mentre prima era considerata insieme alla Cornacchia grigia), mentre erano 106 le Specie cartografate negli Anni 1986-1989, durante lo svolgimento del primo Atlante dei nidificanti in Valsesia.
Riscontrate tre nuove specie sicuramente nidificanti (+ cornacchia nera): Airone cenerino, Biancone, Lodolaio.
Altre potenziali, da confermare, ma già cartografate perché si sono raccolti indizi di nidificazione probabil o possibile: Beccaccia, Gipeto, Gufo reale, Quaglia.
Specie non più trovate nel 2009 (estinte localmente?), ma presenti nel primo Atlante: Gallinella d’acqua, Corriere piccolo, Cappellaccia, Tottavilla, Saltimpalo, (Fagiano ?). Specie sull’orlo dell’estinzione locale, con una o due famiglie trovate nel 2009: Torcicollo, Usignolo, Nibbio bruno.
Specie in evidente declino: Allodola, Averla piccola, Fanello, Passera mattugia, Piro piro piccolo.
Specie in calo meno evidente: Cardellino, Ciuffolotto, Coturnice, Martin pescatore, Passera europea, Prispolone, Rondine, Stiaccino.
Specie in forte espansione: Corvo imperiale, Picchio nero, Sparviere.
Specie in moderata espansione: Gufo comune, Francolino di monte, Rondine montana.

Rifugio 'Città di Vigevano' al Col d'Olen. (Foto: Massimo Mormile)  Passera scopaiola. (Foto: Franco Lorenzini)

Passero domestico. (Foto: Franco Lorenzini)  Peppola. (Foto: Franco Lorenzini)

 

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