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Una cicogna da stimare e conoscere.
Lucio Bordignon *
* G.L.I.Ci.Ne. (Gruppo di Lavoro Italiano sulla Cicogna nera) via Vioglio, 16 – 13834 Soprana (Biella)
Quando un grande uomo ritorna in Patria dopo aver vissuto per molti anni esule a causa di un bando o di persecuzione ingiusta gli si attribuiscono gli onori di stato. Così vogliamo fare noi con la cicogna nera, un grande e maestoso uccello, che ha vissuto in esilio fuori dall’Italia per moltissimi anni perché la sua casa, la foresta, era stata distrutta e la sua vita, a causa della persecuzione dell’uomo, messa in pericolo.
Il ritorno in Patria di un grande personaggio è sempre preceduto da tattiche diplomatiche, inviando emissari e ambasciatori che cercano di capire, interpretando i segnali che vedono nella società, se è il momento giusto di rientrare. Così ha fatto anche sua maestà Ciconia nigra nel Bel Paese: ha mandato ambasciatori, a partire dagli anni Ottanta, lungo le vallate alpine del Nord, nelle gravine e nelle fiumare del Sud, in luoghi carichi di storia e prestigio dell’Italia centrale, a pochi passi dalla spaventosa potenza di Roma che aveva iniziato, con i suoi rapidi ed estesi disboscamenti, a “scalzare” proprio il dominio della signora delle foreste. Cosa hanno trovato questi esploratori alati alle soglie del 20° secolo? Estese foreste novelle, rinate laddove l’uomo le aveva abbattute, luoghi tranquilli e protetti, parchi e riserve dove fare scalo e riposarsi, ma soprattutto un popolo più propenso a rispettare gli animali selvatici. La sua cugina “bianca” era da poco rientrata, ma già godeva della protezione compiaciuta da parte della stessa progenie di coloro che in tempi non lontani si cibavano dei suoi pulcini, raccolti direttamente nei nidi. I segnali erano positivi: era tempo di ritornare! Ritornare non solo per godere delle bellezze naturali del Bel Paese, ma per rifondare un popolo di cicogne, che avrebbe riguadagnato l’antico regno, ripopolando foreste, vallate e corsi di fiumi con nuovi nati, tutti italiani, da Nord a Sud lungo lo Stivale e perché no anche sulle Isole maggiori.
Dal primo nido trovato in Piemonte nei primi anni Novanta, proprio entro un’area protetta, il Parco naturale del Monte Fenera, la cicogna nera ne ha fatta di strada, costruendo avamposti in molte regioni. Ecco le sue “tappe di conquista”: Piemonte (1994), Calabria (1995), Basilicata (2000), Lazio (2002), Lombardia (2008), Campania (2009), Puglia (2012).
In queste regioni a tutt’oggi si contano una quindicina di coppie. E nelle altre regioni cosa succede? Come mai la cicogna non ha nidificato anche lì? Bella domanda! Perché in alcune aeree idonee, come habitat, tranquillità, presenza di prede(questa specie ama soprattutto piccoli pesci) le cicogne nere non nidificano? Forse semplicemente perché non prestiamo particolare attenzione agli individui che vediamo nella tarda primavera e all’inizio dell’estate, reputandole ancora in migrazione o estivanti! Infatti ci sono parecchi dati “dubbi” nel data-base del G.L.I.Ci.Ne. di soggetti adulti visti in mesi vocati alla riproduzione e in aeree idonee alla nidificazione ma senza riscontro di nidificazioni. Perché? Perché la cicogna nera è un animale estremamente schivo, che non ama essere seguita e tallonata, molto brava a depistare anche i più bravi tra gli ornitologi e i birders: quando si sente osservata, il giorno dopo manca all’appuntamento, per ricomparire a chilometri di distanza, mettendo in confusione chi cerca di seguirla. Un altro fattore che incide molto sulla mancanza di prove sicure sulla sua riproduzione è l’ampiezza dei suoi territori. In Piemonte ad esempio vanno grossomodo dai 100 ai 150 chilometri quadrati: in una superficie tale troviamo dai 2 ai 4 milioni di alberi, ma solo uno è quello giusto che ospita il nido.
Cosa potrebbe fare EBN per dare una mano al G.L.I.Ci.Ne. nel meglio definire l’areale riproduttivo della cicogna nera? Potrebbe, insieme ai responsabili del G.L.I.Ci.Ne. delle varie regioni, impostare un monitoraggio delle aree potenzialmente idonee dove ci sono già state segnalazioni in epoca riproduttiva, oppure controllare aree vergini, dove forse le cicogne nere ci sono già, ma dove nessuno le vede solo perché sono comprensori poco accessibili, o poco esplorati dal punto di vista ornitologico. E’ chiaro che questa è un’operazione delicata che va fatta sotto la supervisione di persone che conoscono la specie e che sanno come avvicinarla nel caso si arrivasse a scoprire luoghi sensibili. Se in Italia meridionale la specie è ben monitorata, soprattutto in Basilicata, Campania e Puglia, che rappresentano il nucleo riproduttivo più importante italiano, restano scoperte buona parte dell’Italia centrale e soprattutto alcune grandi macro-aree nel Nord. Perché non iniziare da queste ultime? Si potrebbero organizzare delle giornate dedicate a coprire ad esempio la fascia pedemontana che va dal Piemonte al Friuli. Ad esempio in Piemonte nelle valli di Lanzo torinesi ci sono dati su presenze molto interessanti con soggetti visti addirittura trasportare rami per il nido. In Lombardia ci sono osservazioni per esempio nella bassa Valtellina, tra Como e Lecco, in Veneto nella valle trevigiana del Piave, in Friuli nel Tarvisiano. Ci sono altre zone che di primo acchito sono meno adatte, come la golena del fiume Po, ma dove si osservano quasi tutti gli anni cicogne nere in giugno e luglio, mesi in cui la migrazione in Italia è praticamente ferma. Insomma la cicogna nera a nostro modo può ancora stupirci, del resto è una specie nuova per l’Italia, di recente colonizzazione, sulla quale si sa ancora molto poco. Proprio per far crescere l’interesse verso questa indomita specie il C.S.N. di Foggia in stretta collaborazione col G.L.I.Ci.Ne. e con l’ASOIM, ha organizzato il 9 e 10 giugno scorso un primo convegno nazionale sulla specie, tenuto al Lago Salso, area protetta del foggiano, dove sono sorte importanti decisioni, prima fra tutte quella di redigere il Piano d’Azione Nazionale, in collaborazione con L’ISPRA di Bologna, primo passo per un’applicazione generale di tutela in tutt’Italia e non solo entro le aree protette. Un altro tema messo sul tavolo era proprio quello della scarsa conoscenza globale dell’areale di nidificazione italiano, a detta di molti, molto ristretto a motivo forse anche di una scarna copertura ornitologica. Allora perché non dedicarsi di più nelle prossime stagioni riproduttive a ricercare, non diciamo i nidi, ma almeno gli adulti? Noi del G.L.I.Ci.Ne. siamo ovviamente a disposizione per coordinare i birders che vogliono impegnarsi in questa ricerca.

Indirizzi dei referenti del G.L.I.Ci.Ne. ai quali fare riferimento.
Lucio Bordignon, coordinatore nazionale e referente per Piemonte - luciobordignon@alice.it
Giovanni Maffei, referente per la Valle d’Aosta - giovannimaffei@tiscalinet.it
Francesco Gatti, referente per la Lombardia - francesco.gatti@parcolefolaghe.it
Francesco Mezzavilla, referente per il Veneto - f.mezza@libero.it
Paolo Pedrini, referente per la provincia di Trento - paolo.pedrini@mtsn.tn.it
Maurizio Azzolini, referente per la provincia di Bolzano - morinellus@email.it
Roberto Parodi, referente per il Friuli - parodrob@tin.it
Roberto Tinarelli, referente per l’Emilia-Romagna - rtinarelli@libero.it
Luca Baghino, referente per la Liguria - Luca.Baghino@poste.it
Pietro Giovacchini, referente per la Toscana - pietro.giovacchini@tiscali.it
Paolo Giacchini, referente per le Marche - paolo.giacchini@hystrix.it
Stefano Laurenti, referente per l’Umbria - stefanol@inwind.it
Augusto De Sanctis, referente per l’Abruzzo - a.desanctis@wwf.it
Marca Carafa, referente per il Molise - hyla@interfree.it
Massimo Brunelli, refente per il Lazio - mss.brunelli@tin.it
Matteo Caldarella, Maurizio Marrese, Vincenzo Rizzi, referenti per la Puglia - caldarella@centrostudinatura.it
Maurizio Fraissinet, referente per la Campania - mfraissinet@tiscali.it
Matteo Visceglia, referente per la Basilicata - matteo.visceglia@alice.it
PierPaolo Storino e Salvatore Urso, referenti per la Calabria - salvourso@libero.it
Marcello Grussu - porphyrio@tiscali.it
Anna Giordano e Andrea Corso, referenti per la Sicilia - a.giordano@wwf.it

2012
 
Aves Ichnusae n. 10 2012   Aves Ichnusae n. 10 2012  
ALP Dicembre 2012 numero 3   ALP Dicembre 2012 numero 3  
La Stampa del 13 Gennaio 2013  
 
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Il Biellese del 1° Marzo 2011  

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